Fatturazione elettronica, cosa è, come funziona, la fatturazione tra privati quando diventerà obbligatoria

Fatturazione elettronica, cosa è, come funziona, la fatturazione tra privati quando diventerà obbligatoria

Siamo stati sempre abituati a ricevere le fatture in formato cartaceo. Da un po’ di tempo a questa parte, esiste un sistema più sicuro ed efficiente, quello digitale, diventato obbligatorio per legge quando si parla di Pubblica Ammistrazione. Con la fatturazione elettronica è possibile emettere, trasmettere e conservare tutte le fatture in formato digitale. Questo è un metodo economico ed ecosostenibile poiché consente di risparmiare sui costi relativi alla stampa e alla spedizione.

La fatturazione elettronica è stata introdotta per garantire un costante monitoraggio e un’assoluta trasparenza sulla spesa pubblica attraverso una semplificazione delle modalità di approvvigionamento della Pubblica Amministrazione. Gli istituti pubblici operano all’interno di un mercato digitale chiamato MePA dove possono comprare servizi e beni venduti esclusivamente da fornitori presenti sul catalogo online. Le fatture dovranno essere conservate in formato xml che permette di verificare facilmente le informazioni presenti nei documenti. Dal punto di vista legale, questa tipologia ha lo stesso valore delle fatture cartacee.

La fatturazione elettronica rientra in un sistema che considera attori differenti, quali il fornitore, il Sdi (Sistema di interscambio) e la PA.
E’ proprio quest’ultima, la Pubblica Amministrazione, che deve fornire un esclusivo codice al fornitore, codice formato da numeri e lettere che è necessario per procedere con la fatturazione elettronica. Oltre al codice univoco, in fattura devono essere presenti tutti i dati fiscali quali Partita IVA, data e l’indirizzo. La fattura completata con la firma digitale dovrà poi essere inviata tramite il Sistema di Interscambio Nazionale, che ha l’onere di controllare che il formato sia idoneo e che la fattura sia completa. Il fornitore riceverà il pagamento dopo che le verifiche della Pubblica Amministrazione riportino un esito positivo.

La fatturazione elettronica non è prevista esclusivamente per i rapporti fra PA e fornitori, bensì dal 1° luglio 2016 è possibile estenderla anche ai privati, utilizzando sempre il Sistema di interscambio. Il fornitore infatti può emettere la fattura in formato digitale inviandola attraverso la PEC ai privati, purché contribuenti. Gli stessi poi, possono decidere di inviare, sempre in formato digitale, le fatture e le eventuali variazioni all’Agenzia delle Entrate. L’obbligo dell’emissione delle fatture elettroniche per tutti i soggetti passivi di IVA è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018. A partire dal 1° gennaio 2019, per combattere l’evasione fiscale, tutte le compravendite dovranno essere accompagnate da fatture in formato digitale.

Sia che si tratti di fatture elettroniche fra fornitore e PA che tra privati, per essere accettate devono avere determinati requisiti che ne garantiscano l’originalità ed il contenuto. I fornitori devono adeguare i loro sistemi di contabilità che emettono le fatture digitali oppure, nel caso non lo facciano, possono rivolgersi a soggetti esterni che danno supporto in tal senso. Gli intermediari possono a loro volta svolgere il ruolo di ausilio anche agli uffici della Pubblica amministrazione nella ricezione dell’xml e nella conservazione dello stesso. Stiamo parlando di Poste Italiane, intermediari finanziari o di filiera, banche, imprese ICT e professionisti idonei a svolgere questo ruolo. Oltre ai soggetti menzionati, le piccole e medie imprese per compilare e trasmettere le fatture elettroniche possono rivolgersi alle Camere di commercio o all’Agenzia delle Entrate.